Giornata della cultura senza frontiere

#diornatadellaculturasenzafrontiere
Venerdì, 6 aprile 2018 - 11:00
Palazzo Gallenga

L'Università per Stranieri di Perugia promuove un'iniziativa che ripropone il ruolo di Perugia, città multiculturale e la funzione portante dell'Ateneo nel rapporto-dialogo tra i vari Paesi.

All'evento parteciperanno le Associazioni rappresentative della cittadinanza, le autorità comunali e regionali, la scuola di ogni ordine e grado oltre all'intera comunità universitaria.

invia una poesia, una canzone, un contributo alla #culturasenzafrontiere


Imagine

Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today...

Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one

John Lennon

 

私と小鳥と鈴と
私が両手をひろげても、
お空はちっとも飛べないが、
飛べる小鳥は私のやうに、
地面を速くは走れない。

私がからだをゆすっても、
きれいな音は出ないけど、
あの鳴る鈴は私のやうに、
たくさんな唄は知らないよ。

鈴と、小鳥と、それから私、
みんなちがって、みんないい

Misuzu KANEKO

Me, a bird and a bell
Even if I spread out both hands,
I cannot fly at all in the sky,
But the bird that can fly
Cannot run fast on the ground like me.

Even if I shake my body,
It doesn’t make beautiful sounds,
But the ringing bell
Doesn’t know as many songs as me.

A bell, a bird and me,
Everyone is different, everyone is good.

Le seul véritable voyage, le seul bain de Jouvence, ce ne serait pas d’aller vers de nouveaux paysages, mais d’avoir d’autres yeux, de voir l’univers avec les yeux d’un autre, de cent autres, de voir les cent univers que chacun d’eux voit, que chacun d’eux est.

Marcel Proust

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è.

Light, Peace, Love

Light looked down and beheld Darkness.
“Thither will I go,” said Light.

Peace looked down and beheld War.
“Thither will I go,” said Peace.

Love looked down and beheld Hatred.
“Thither will I go,” said Love.

So came Light and shone.

So came Peace and gave rest.

So came Love and brought Life.

Lawrence Housman

Luce, Pace, Amore

La pace guardò in basso
e vide la guerra,
"Là voglio andare" disse la pace.

L'amore guardò in basso
e vide l'odio,
"Là voglio andare" disse l'amore.

La luce guardò in basso
e vide il buio,
"Là voglio andare" disse la luce.

Così apparve la luce
e risplendette.

Così apparve la pace
e offrì riposo.

Così apparve l'amore
e portò vita.

La patria sarà quando
tutti saremo stranieri.

Francesco Nappo

 

Fa’ di me uno strumento della tua pace:
Oh! Signore,
fa’ di me uno strumento
della tua pace
là, dove è l’odio,
che io porti l’amore.
Là, dove è l’offesa,
che io porti il perdono.
Là, dove è la discordia,
che io porti l’unione.
Là, dove è il dubbio,
che io porti la fede.
Là, dove è l'errore,
che io porti la verità.
Là, dove è la disperazione,
che io porti la speranza.
Là dove è la tristezza,
che io porti la gioia.
Là, dove sono le tenebre,
che io porti la luce.
Oh Maestro,
fa’ ch’ io non cerchi tanto
d’essere consolato, ma di consolare,
di essere compreso,
ma di comprendere,
di essere amato, ma di amare.

San Francesco d’Assisi

 

La poesía es siempre un acto de paz.
El poeta nace de la paz como el pan
nace de la harina.

Pablo Neruda

La poesia è un atto di pace.
La pace costituisce il poeta
come la farina il pane.

 

La pace,
ella non è un fiore, ma è un terreno che nutre i fiori.
La pace,
ella non è un canto ma è il labbro vivo.
La pace,
ella non è una bandiera ma è uno slip.
La pace,
ella non è un dipinto ma è una cornice vecchia.

Shuntarou Tanigawa

Beyond the I

Beyond the I,
there is a golden space,
a shared place,
not in any sky,
no fantasy
escape.

And getting there
requires a frightening journey
through the gaze
of the other.

To see your seed
in every child’s eye
and feel that every wrinkle
in a worn hand
was your own skin
gone dry
requires a journey
that few may take.

For, once begun,
the terrifying gaze
requires
the journey be complete.
That look
in all the children’s eyes
will start a fire
in the heart
that no private words
or gesture
of limbs or lip
can quench.

In the first stumbling
you may be helped
by allies
for a part
of that journey
through the first challenge.

But, alone,
you must make it through
the fire
where the death of the I
is required,
to the blinding light,
where, unsteady and weak,
you appear
bent,
near broken.

But all hands combine
in the space of light
and beckon,
all human,
not one I,
but occupants of a shared space where,
at last,
all hearts can beat
together,
that space
of no difference
beyond the I
where life no longer defies
death.

And a great unity
brings peace
with all creation,
defiled
no longer
by the I.

Michael D. Higgins

Oltre l’io

Oltre l’io,
è uno spazio prezioso,
un luogo condiviso,
in nessun cielo,
né fantasia
fuga.

E arrivare là
necessita un viaggio pauroso
attraverso il fisso sguardo
dell’altro.

Scorgere il tuo seme
negli occhi di ogni bambino
e sentire ogni ruga
su mani logore
come la tua stessa pelle
arida
necessita un viaggio
adatto a pochi.

Ché, una volta iniziato,
lo sguardo fisso e terrificante
necessita
che il viaggio si compia.
Quell’espressione
negli occhi di tutti i bambini
scatenerà un fuoco
nel cuore
che neanche le parole dette in confidenza
o i gesti
del corpo o delle labbra
sapranno soffocare.

Al primo inciampare
potranno soccorrerti
alleati
per un tratto
del viaggio
attraverso la prima sfida.

Ma, solo,
devi attraversare
il fuoco
dov’è necessaria
la morte dell’io,
di fronte alla luce accecante,
in cui, instabile e stanco,
appari
chino,
quasi piegato.

Ma tutte le mani si uniscono
nello spazio di luce
e richiamano,
tutte le cose umane,
non un unico io,
ma gli occupanti di uno spazio condiviso in cui,
infine,
tutti i cuori possano battere
insieme,
quello spazio
di nessuna differenza
oltre l’io
in cui la vita non sfida più
la morte.

E una grande unità
riconcilia
con tutto il creato,
non più
profanato
dall’io.

È una tragica illusione continuare a porre la nostra fiducia nelle armi.

Don Tonino Bello

 

Nic dwa razy
Nic dwa razy się nie zdarza
i nie zdarzy. Z tej przyczyny
zrodziliśmy się bez wprawy
i pomrzemy bez rutyny.

Choćbyśmy uczniami byli
najtępszymi w szkole świata,
nie będziemy repetować
żadnej zimy ani lata.

Żaden dzień się nie powtórzy,
nie ma dwóch podobnych nocy,
dwóch tych samych pocałunków,
dwóch jednakich spojrzeń w oczy.

Wczoraj, kiedy twoje imię
ktoś wymówił przy mnie głośno,
tak mi było, jakby róża
przez otwarte wpadła okno.

Dziś, kiedy jesteśmy razem,
odwróciłam twarz ku ścianie.
Róża? Jak wygląda róża?
Czy to kwiat? A może kamień?

Czemu ty się, zła godzino,
z niepotrzebnym mieszasz lękiem?
Jesteś - a więc musisz minąć.
Miniesz - a więc to jest piękne.

Uśmiechnięci, współobjęci
spróbujemy szukać zgody,
choć różnimy się od siebie
jak dwie krople czystej wody.

Wisława Szymborska

Nulla due volte
Nulla due volte accade
Né accadrà. Per tal ragione
Nasciamo senza esperienza,
moriamo senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
Della scuola del pianeta
Di ripeter non è dato
Le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
Qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, ora malvagia,
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e in ciò sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

 

Proteggi il fratellino del nemico
dalla battaglia a cui ti hanno mandato.
Se lo trarrai in salvo, ti predìco
che il tuo sforzo sarà ricompensato.

Pensa che un giorno, forse, o buon soldato,
tuo figlio potrà stringergli la mano;
discuteranno insieme il risultato
delle guerre per il genere umano.

Bertolt Brecht

Quand on dit que les humains sont frères, il faut comprendre cette idée de fraternité comme la plus haute expression de la vie. Même s’il est difficile d’en donner une définition exacte, on peut dire que la vie est le résultat des relations qui existent entre tous les éléments constitutifs de ce grand corps cosmique: l’univers. Aucun élément ne peut survivre s’il reste isolé, coupé des autres. L’isolement entraîne toujours la mort, sinon la mort physique, du moins la mort spirituelle. La vie, au contraire, ce sont les relations, la fraternité, l’amour qui doivent exister entre toutes les créatures.

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Quando si dice che gli esseri umani sono fratelli, occorre comprendere l'idea di fratellanza come la più alta espressione della vita. Anche se è difficile darne una definizione esatta, si può dire che la vita è il risultato delle relazioni che esistono fra tutti gli elementi costitutivi di quel grande corpo cosmico che è l'universo. Nessun elemento può sopravvivere se rimane isolato, separato dagli altri. L'isolamento comporta sempre la morte e, se non la morte fisica, almeno la morte spirituale. La vita, al contrario, sta nelle relazioni, nella fratellanza e nell'amore che deve esistere fra tutte le creature.

We must become bigger than we have been:
more courageous,
greater in spirit,
larger in outlook.
We must become members of a NEW RACE,
overcoming petty prejudice,
owing our ultimate allegiance not to nations
but to our fellow men within the human community

H.I.M. Haile Selassie I

 

L’homme qui te ressemble
J'ai frappé a ta porte
J'ai frappé a ton coeur
Pour avoir bon lit
Pour avoir bon feu
Pourquoi me repousser?
Ouvre-moi mon frère! ...

Pourquoi me demander
Si je suis d'Afrique
Si je suis d'Amérique
Si je suis d'Asie
Si je suis d'Europe
Ouvre-moi mon frère! ...

Pourquoi me demander
La longueur de mon nez
L'épaisseur de ma bouche
La couleur de ma peau
Et le nom de mes Dieux?
Ouvre-moi mon frère! ...

Je ne suis pas un noir
Je ne suis pas un rouge
Je ne suis pas un jaune
Je ne suis pas un blanc
Mais je ne suis qu'un homme
Ouvre-moi mon frère! ...

Ouvre-moi ta porte
Ouvre-moi ton coeur
Car je suis un homme
L'homme de tous les temps
L'homme de tous les cieux
L'homme qui te ressemble

René Philombe

Aprimi fratello
Ho bussato alla tua porta
ho bussato al tuo cuore
per avere un letto
per avere del fuoco
perché mai respingermi?
Aprimi fratello!

Perché domandarmi
se sono dell’Africa
se sono dell’America
se sono dell’Asia
se sono dell’Europa?
Aprimi fratello!

Perché domandarmi
quant’è lungo il mio naso
quant’è spessa la mia bocca
di che colore ho la pelle
che nome hanno i miei dèi?
Aprimi fratello!

Io non sono nero
io non sono rosso
io non sono giallo
io non sono bianco
non sono altro che un uomo.
Aprimi fratello!

Aprimi la porta
aprimi il tuo cuore
perché sono un uomo
l’uomo di tutti i tempi
l’uomo di tutti i cieli
l’uomo che ti somiglia!

Che cosa è l’ira?
esercito senza comandante.

Che cosa è l’acqua?
Pensa l’acqua come
intelligenza. Voce che dici apri,
cresci, èffeta, porta frutto.

Che cosa è il vento?
Staffetta in consegna di pollini e salute
il vento è turbamento planetare.
Vita che urla.

Che cosa è la città?
Una città è un largo fitto di muri.
È un deserto
dove nessuno sa che piangi accanto
lo stesso pianto suo.
Ma se la guardi dall’alto
di notte la città è una stella
stesa, un fiume che barbaglia
una collana di pietre preziose.

Che cosa è il seme?
Potenza di ripetizione.
Eredita infinite foreste
e altre ne fonda.

Cosa sono gli alberi?
Fratelli ben piantati.
Potenze vere. Respiro della terra.

Che cosa è la notte?
È il luogo dove riposa
il senso di ogni cosa.
Ogni cosa si affaccia
al proprio lato mancante.

E il sole? Che cosa è?
Plotone di particelle viaggianti.
Semina il suo corpo incendiato.
Canta e divora. Per giocondità.

Che cosa è la terra?
Alleanza fra le spie del cosmo
sodalizio fra ciò che è lontano
con ciò che trema e non resta.

Che cosa è il fuoco?
È bocca che divora.
Un animale steso sulla foresta
a copulare cenere e nero.

Che cosa è la poesia?
Tanto d’amore viene e sostiene.
Niente che resti non amato.

Che cosa è l’Amore?
Lo saprai quando diventerai me.

La parola amore, chi l’ha inventata?
Tu l’hai inventata, quando eri
Intrappolato nel gelo.
Perso. Lontano. Solo.
L’hai scritta
con ditate di rosso
in un silenzio caduto giù
dalla neve.

Mariangela Gualtieri

 

Peace Wanted Just to be Free

Sweet woman child needn’t cry anymore
Now we all know what you’ve long known before
Sad that it took all one’s lifetime to see
Peace wanted just to be free

Strong man shall open your armor of fear
Your dreams of love Is what brought this day here
Evil is lost and hate has deceased
Joy is of what we feast
For life can now live in world peace

Dormi piccino la guerra e finita
L’acqua ed il vento saranno con te
E poi cresci piccino nel mondo unito
Dormi che noi siamo qui
Dormi noi siamo con te
Ritorneranno le danze e i colori
Continueranno per sempre con te
Ritroveremo profumi e i sapori
Piccolo amore
Per ogni stella che cade dal cielo
Un nuovo amore fiorisce laggiù
Bimbi che corrono e giocano in pace
E che non piangono più
E che non piangono più

Sweet woman child needn’t cry anymore
Now we all know what you’ve long known before
Sad that it took all world’s lifetime to see
Peace wanted just to be free,
Peace wanted just to be free
Soldiers have put down their weapons of war
Never to touch them again
All through the land you can hear people say
World fighting has come to an end

Dormi piccino del mondo nuovo
Armi e i soldati non urlano più
Sogna la notte di luci stellate
Dormi noi siamo con te
Dormi che noi siamo qui
Dormi noi siamo con te

Centonze, Cherubini, Wonder

 

Oda a la Paz

Paz para los crepúsculos que vienen,
paz para el puente, paz para el vino,
paz para las letras que me buscan
y que en mi sangre suben enredando
el viejo canto con tierra y amores,
paz para la ciudad en la mañana
cuando despierta el pan, paz para el río
Mississippi, río de las raíces:
paz para la camisa de mi hermano,
paz en el libro como un sello de aire,
paz para el gran koljós de Kíev,
paz para las cenizas de estos muertos
y de estos otros muertos, paz para el hierro
negro de Brooklyn, paz para el cartero
de casa en casa como el dia,
paz para el coreógrafo que grita
con un embudo a las enredaderas,
paz para mi mano derecha,
que sólo quiere escribir Rosario:
paz para el boliviano secreto
como una piedra de estaño, paz
para que tú te cases, paz para todos
los aserraderos de Bío Bío,
paz para el corazón desgarrado
de España guerrillera:
paz para el pequeño Museo de Wyoming
en donde lo más dulce
es una almohada con un corazón bordado,
paz para el panadero y sus amores
y paz para la harina: paz
para todo el trigo que debe nacer,
para todo el amor que buscará follaje,
paz para todos los que viven: paz
para todas las tierras y las aguas.
Yo aquí me despido, vuelvo
a mi casa, en mis sueños,
vuelvo a la Patagonia en donde
el viento golpea los establos
y salpica hielo el Océano.
Soy nada más que un poeta: os amo a todos,
ando errante por el mundo que amo:
en mi patria encarcelan mineros
y los soldados mandan a los jueces.
Pero yo amo hasta las raíces
de mi pequeño país frío.
Si tuviera que morir mil veces
allí quiero morir:
si tuviera que nacer mil veces
allí quiero nacer,
cerca de la araucaria salvaje,
del vendaval del viento sur,
de las campanas recién compradas.
Que nadie piense en mí.
Pensemos en toda la tierra,
golpeando con amor en la mesa.
No quiero que vuelva la sangre
a empapar el pan, los frijoles,
la música: quiero que venga
conmigo el minero, la niña,
el abogado, el marinero,
el fabricante de muñecas,
que entremos al cine y salgamos
a beber el vino más rojo.
Yo no vengo a resolver nada.
Yo vine aquí para cantar
y para que cantes conmigo.

Pablo Neruda

Ode alla pace

Sia pace per le aurore che verranno,
pace per il ponte, pace per il vino,
pace per le parole che mi frugano
più dentro e che dal mio sangue risalgono
legando terra e amori con l’antico canto;
e sia pace per le città all’alba
quando si sveglia il pane,
pace al libro come sigillo d’aria,
e pace per le ceneri di questi
morti e di questi altri ancora;
e sia pace sopra l’oscuro ferro di Brooklyn, al portalettere
che entra di casa in casa come il giorno,
pace per il regista che grida al megafono rivolto ai convolvoli,
pace per la mia mano destra
che brama soltanto scrivere il nome
Rosario, pace per il boliviano segreto come pietra
nel fondo di uno stagno, pace perché tu possa sposarti;
e sia pace per tutte le segherie del Bio-Bio,
per il cuore lacerato della Spagna,
sia pace per il piccolo Museo
di Wyoming, dove la più dolce cosa
è un cuscino con un cuore ricamato,
pace per il fornaio ed i suoi amori,
pace per la farina, pace per tutto il grano
che deve nascere, pace per ogni
amore che cerca schermi di foglie,
pace per tutti i vivi,
per tutte le terre e le acque.
Ed ora qui vi saluto,
torno alla mia casa, ai miei sogni,
ritorno alla Patagonia, dove
il vento fa vibrare le stalle
e spruzza ghiaccio
l’oceano. Non sono che un poeta
e vi amo tutti, e vago per il mondo
che amo: nella mia patria i minatori
conoscono le carceri e i soldati
danno ordini ai giudici.
Ma io amo anche le radici
del mio piccolo gelido paese.
Se dovessi morire mille volte,
io là vorrei morire:
se dovessi mille volte nascere,
là vorrei nascere,
vicino all’araucaria selvaggia,
al forte vento che soffia dal Sud.
Nessuno pensi a me.
Pensiamo a tutta la terra, battendo
dolcemente le nocche sulla tavola.
Io non voglio che il sangue
torni ad inzuppare il pane, i legumi, la musica:
ed io voglio che vengano con me
la ragazza, il minatore, l’avvocato, il marinaio,
il fabbricante di bambole
e che escano a bere con me il vino più rosso.
Io qui non vengo a risolvere nulla.

Sono venuto solo per cantare
e per farti cantare con me.

La vitti ntra la vucca di Maria
la paci,
ntra li capiddi biunni di so figghiu
la paci,
sutta la cruci e supra di lu celu
la paci.

La ntisi ntra lu cantu di l’aceddi,
ntra lu silenziu di li notti bianchi;
ntra li cimi di l’arbuli pusava,
calava nterra
e l’erba accarizzava,
vagnava li simenzi,
li radichi funnuti arrifriscava.

La vitti ntra lu chiusu di li mànnari
allisciari
lu pilu biancu di l’agneddi,
lu mantu di li voj,
la lana di li pecuri ammanzuti:
faceva lu ballettu
dintra la canna di lu friscalettu
di lu garzoni di lu picuraru.

Passava luminosa pi li campi
quadiannu lu jazzu a li cunigghi,
li tani di li vurpi;
si ngnuniava dintra li puddara
arraspannu lu pizzu a li gaddini
sparmannu l’ali a li ciocchi aggiuccati.
Trasìa dintra li casi
e, ntra lu scuru di lu sonnu,
li jnchìa di luci;
aggiustava lu velu di li nachi,
s’appujava la testa a lu capizzu
di l’omini abbattuti.

La vitti mmenzu di li campusanti
la paci,
addinucchiata vicinu li cruci,
parrava cu li morti senza vuci,
si l’abbrazzava senza vrazza e manu,
ci asciugava li lacrimi senza panni e cuttuni.

La vitti all’alba
sciogghiri lu ncantu,

grapiri li finestri di lu munnu
cu la magia di la so putenza:
un salutu a lu suli,
un salutu a li stiddi,
dari cantu a l’aceddi,
sonu a li vattala,
suspiru a li venti,
tonu a li campani,
l’avvju a li mànnari,
lu friscu a li treni,
lu ciatu a li mantici,
lu focu a lu carbuni…
La vitti ntra la vucca di Maria
la paci,
ntra li capiddi biunni di so figghiu
la paci,
sutta la cruci e supra di lu celu
la paci.

La ntisi ntra lu cantu di l’aceddi,
ntra lu silenziu di li notti bianchi;
ntra li cimi di l’arbuli pusava,
calava nterra
e l’erba accarizzava,
vagnava li simenzi,
li radichi funnuti arrifriscava.

La vitti ntra lu chiusu di li mànnari
allisciari
lu pilu biancu di l’agneddi,
lu mantu di li voj,
la lana di li pecuri ammanzuti:
faceva lu ballettu
dintra la canna di lu friscalettu
di lu garzoni di lu picuraru.

Passava luminosa pi li campi
quadiannu lu jazzu a li cunigghi,
li tani di li vurpi;
si ngnuniava dintra li puddara
arraspannu lu pizzu a li gaddini
sparmannu l’ali a li ciocchi aggiuccati.
Trasìa dintra li casi
e, ntra lu scuru di lu sonnu,
li jnchìa di luci;
aggiustava lu velu di li nachi,
s’appujava la testa a lu capizzu
di l’omini abbattuti.

La vitti mmenzu di li campusanti
la paci,
addinucchiata vicinu li cruci,
parrava cu li morti senza vuci,
si l’abbrazzava senza vrazza e manu,
ci asciugava li lacrimi
senza panni e cuttuni.

La vitti all’alba
sciogghiri lu ncantu,

grapiri li finestri di lu munnu
cu la magia di la so putenza:
un salutu a lu suli,
un salutu a li stiddi,
dari cantu a l’aceddi,
sonu a li vattala,
suspiru a li venti,
tonu a li campani,
l’avvju a li mànnari,
lu friscu a li treni,
lu ciatu a li mantici,
lu focu a lu carbuni…

Ignazio Buttitta

 

Peace is not a dream: it can become reality; but you have to be able to dream if you want to keep it.

Nelson Mandela

La pace non è un sogno: può diventare realtà, ma per custodirla bisogna essere capaci di sognare.

 

La pace
Non importa chi tu sia:
uomo o donna,
vecchio o fanciullo,
operaio o contadino,
soldato o studente o commerciante;
non importa quale sia il tuo credo politico
o quello religioso;
se ti chiedono qual è la cosa
più importante per l'umanità,
rispondi
prima
dopo
sempre
la pace!

Li Tien Min

Per trovare la ragione di un verbo
perché ancora davvero non è tempo
e non sappiamo se accorrere o fuggire.
Fai sera come fosse dicembre
sulle casse innalzate sul cuneo del trasloco
dai forma al buio
mentre il cibo s’infiamma alla parete.
Queste sono le notti di pace occidentale
nei loro raggi vola l’angustia delle biografie
gli acini scuri dei ritratti, i cartigli dei nomi.
Ci difende di lato un’altra quiete
come un peso marino nella iuta
piegato a lungo, con disperazione.

Antonella Anedda

 

General, dein Tank ist ein starker Wagen.
Er bricht Wälder nieder und zermalmt hundert Menschen.
Aber er hat einen Fehler:
Er braucht einen Fahrer.

General, dein Bomberflugzeug ist stark.
Es fliegt schneller als der Sturm und trägt mehr als ein Elefant.
Aber es hat einen Fehler:
Es braucht einen Monteur.

General, der Mensch ist sehr brauchbar.
Er kann fliegen und er kann töten.
Aber er hat einen Fehler:
Er kann denken.

Bertolt Brecht

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente.
Spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.

Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.

Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

La mia nascita è quando dico un tu. Mentre aspetto l'animo già tende.
Andando verso un tu, ho pensato gli universi.
Non intuisco dintorno similitudini pari a quando penso alle persone.
La casa è un mezzo ad ospitare.
Amo gli oggetti perché posso offrirli.
Importa meno soffrire da questo infinito.
Rientro dalle solitudini serali ad incontrare occhi viventi.
Prima che tu sorridi, ti ho sorriso.
Sto qui a strappare al mondo le persone avversate.
Ardo perché non si credano solo nei limiti.
Dilagarono le inondazioni, ed io ho portato nel mio intimo i bimbi travolti.
Il giorno sto nelle adunanze, la notte rievoco i singoli.
Mentre il tempo taglia e squadra cose astratte, mi trovo in ardenti secreti di anime.
Torno sempre a credere nell'intimo.
Se mi considerano un intruso, la musica mi parla.
Quando apro in buona fede l'animo, il mio volto mi diviene accettabile.
Ringraziando di tutti, mi avvicino infinitamente.
Do familiarità alla vita, se teme di essere sgradita ospite.
Quando tutto sembra chiuso, dalla mia fedeltà le persone appaiono come figli.
A un attimo che mi umilio, succede l'eterno.
La mente, visti i limiti della vita, si stupisce della mia costanza da innamorato.
Soltanto io so che resto, prevedendo le sofferenze.
Ritorno dalle tombe nel novembre, consapevole.
Non posso essere che con un infinito compenso a tutti.

Aldo Capitini

 

Ne marche pas devant moi,
je ne suivrai peut-être pas.
Ne marche pas derrière moi,
je ne te guiderai peut-être pas.
Marche juste à côté de moi
et sois mon ami.

Albert Camus

Non camminare davanti a me,
potrei non seguirti,
non camminare dietro di me,
potrei non saper dove andare,
cammina accanto a me
e sii per me un amico.

 

Ho dipinto la pace

Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,
ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

Talil Sorek

No man is an island
Entire of itself,
Every man is a piece of the continent,
A part of the main.
If a clod be washed away by the sea,
Europe is the less.
As well as if a promontory were.
As well as if a manor of thy friend's
Or of thine own were:
Any man's death diminishes me,
Because I am involved in mankind,
And therefore never send to know for whom the bell tolls;
It tolls for thee.

John Donne

Nessun uomo è un'Isola,
intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del Continente,
una parte della Terra.
Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
o una Magione amica o la tua stessa Casa.
Ogni morte d'uomo mi diminusce,
perché io partecipo all'Umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana:
Essa suona per te.

Il cielo è di tutti

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi,
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.
È del vecchio e del bambino,
dei romantici e dei poeti,
del re e dello spazzino.

Il cielo è di tutti gli occhi,
e ogni occhio, se vuole,
si prende la Luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa o in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la Terra è tutta a pezzetti.

Gianni Rodari

 

Where the rainbow ends
Where the rainbow ends
There’s going to be a place, brother,
Where the world can sing all sorts of songs,
And we’re going to sing together, brother,
You and I, thought you’re white, and I’m not.

It’s going to be a sad song, brother,
Because we don’t know the tune,
And it’s a difficult tune to learn.
But we can learn, brother, you and I.

There’s no such a tune as a black tune.
There’s no such tune as a white tune.
There’s only music, brother,
And it’s music we’re going to sing
Where the rainbow ends.

Richard Rive

Dove termina l'arcobaleno
Dove termina l'arcobaleno
Deve esserci un luogo, fratello,
Dove si potrà cantare ogni genere di canzoni,
E noi canteremo insieme, fratello,
Tu ed io, anche se tu sei bianco e io non lo sono,

Sarà una canzone triste, fratello,
Perchè non sappiamo come fa,
Ed è difficile da imparare,
Ma possiamo riuscirci, fratello, tu ed io.

Non esiste una canzone nera.
Non esiste una canzone bianca.
Esiste solo musica, fratello,
Ed è musica quella che canteremo
Dove termina l'arcobaleno.

 

Le opere dell’amore sono sempre opere di pace.
Ogni volta che dividerai il tuo amore con gli altri,
ti accorgerai della pace che giunge a te e a loro.

Madre Teresa di Calcutta

TENÉIS QUE OÍRME

Yo fui cantando errante,
entre las uvas
de Europa
y bajo el viento,
bajo el viento en el Asia.

Lo mejor de las vidas
y la vida,
la dulzura terrestre,
la paz pura,
fui recogiendo, errante,
recogiendo.

Lo mejor de una tierra
y otra tierra
yo levanté en mi boca
con mi canto:
la libertad del viento,
la paz entre las uvas.

Parecían los hombres
enemigos,
pero la misma noche
los cubría
y era una sola claridad
la que los despertaba:
la claridad del mundo.

Yo entré en las casas cuando
comían en la mesa,
venían de las fábricas,
reían o lloraban.

Todos eran iguales.

Todos tenían ojos
hacia la luz, buscaban
los caminos.

Todos tenían boca,
cantaban
hacia la primavera.

Todos.

Por eso
yo busqué entre las uvas
y el viento
lo mejor de los hombres.

Ahora tenéis que oírme.

Pablo Neruda

Dovete ascoltarmi

Io andai cantando errante
tra le uve
d’Europa
e sotto il vento
sotto il vento in Asia.

Il meglio delle vite
e della vita,
la dolcezza della terra,
la pace pura,
andai raccogliendo, errante,
raccogliendo.

Il meglio di una terra
e dell’altra
ho innalzato nella mia bocca
con il mio canto:
la libertà del vento,
la pace tra gli acini.

Sembravano gli uomini
nemici,
li copriva
ed era lo stesso chiarore
quello che li svegliava:
il chiarore del mondo.

Io entrai nelle case quando
mangiavano intorno al tavolo,
tornavano dalle fabbriche,
ridevano o piangevano.

Tutti erano uguali.

Tutti tenevano occhi,
cantavano rivoli alla luce, cercavano
il cammino.

Tuttia vevano bocca,
cantavano
rivolti alla primavera.

Tutti.

Per questo
io cercai tra le uve
e il vento
il meglio degli uomini.

Adessso dovete ascoltarmi.

 

Il sangue

Chi può versare
Sangue nero
Sangue giallo
Sangue bianco
Mezzo sangue?

Il sangue non è indio, polinesiano o inglese.

Nessuno ha mai visto
Sangue ebreo
Sangue cristiano
Sangue mussulmano
Sangue buddista

Il sangue non è ricco, povero o benestante.

Il sangue è rosso

Disumano è chi lo versa
Non chi lo porta.

Ndjock Ngana (poeta camerunense)

Di che reggimento siete
fratelli?

Parola tremante
nella notte

Foglia appena nata

Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità

Fratelli

Giuseppe Ungaretti

 
 

La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo giusto e doveroso.

Mahatma Gandhi

Puoi costruire la pace

Se hai cibo,
puoi sfamare.
Se hai acqua,
puoi dissetare.
Se hai cuore,
puoi amare.
Se hai generosità,
puoi donare.
Se hai dignità,
puoi educare.
Se hai pazienza,
puoi sopportare.
Se hai comprensione,
puoi tollerare.
Se hai indulgenza,
puoi perdonare.
E se sfami,
disseti,ami,
doni,educhi,
sopporti,
tolleri,
e perdoni,
puoi costruire la pace.

Patrizia Camesasca

 

Kinder in den Krieg zu spielen

Kinder in den Krieg zu spielen.
Es ist selten, für den Frieden spielen
weil Erwachsene
immer Krieg,
Sie "bang" und lachen;
Der Soldat schießt
und ein anderer Mann
nicht mehr lachen.
Und "den Krieg.
Es gibt ein weiteres Spiel
erfunden werden:
ein Lächeln auf die Welt,
weine nicht.
Frieden bedeutet
dass nicht jeder mag
das gleiche Spiel
Ihr Spielzeug
auch
anderen Kindern
die oft keine,
warum hast du zu viele;
dass die Zeichnungen anderer Kinder
sind nicht Pasteten;
dass deine Mutter
nicht nur gehört Ihnen;
dass alle Kinder
sind deine Freunde.
Und Frieden ist immer noch
nicht hungrig
nicht kalt
keine Angst zu haben.

Bertolt Brecht

I bambini giocano alla guerra

I bambini giocano alla guerra.
È raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
È la guerra.
C’è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.

Gli altri siamo noi

Non sono stato mai più solo di così
è notte ma vorrei che fosse presto lunedì
con gli altri insieme a me per fare la città
con gli altri chiusi in se che si aprono al sole
come fiori quando si risvegliano, si rivestono,
quando escono, partono, arrivano
ci somigliano angeli avvoltoi,
come specchi gli occhi nei volti
perché gli altri siamo noi.

I muri vanno giù
al soffio di un'idea
Allah come Gesù in chiesa o dentro una moschea
e gli altri siamo noi ma qui sulla stessa via
vigliaccamente eroi lasciamo indietro pezzi di altri nodi
che ci aspettano e si chiedono perché nascono e subito
muoiono
forse rondini foglie d' Africa
ci sorridono in malinconia
e tutti vittime e carnefici
e tanto prima o poi gli altri siamo noi.

Quando cantano,
quando piangono
gli altri siamo noi.
siamo noi siamo noi

In questo mondo gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi …
Noi che stiamo in comodi deserti
di appartamenti e di tranquillità
lontani dagli altri,
ma tanto prima o poi gli altri siamo noi.

In questo mondo piccolo oramai
Gli altri siamo noi

Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi…

Si gli altri siamo noi
fra gli Indios e gli Indù
ragazzi in farmacie che ormai non ce la fanno più,
famiglie di operai licenziati da robot
e zingari dell'est in riserve di periferia
siamo tutti vittime e carnefici
tanto prima o poi gli altri siamo noi.

L'amazzonia
il Sud Africa,
Gli altri siamo noi.
siamo noi siamo noi
quando sparano
quando sparano
Gli altri siamo noi
siamo noi siamo noi
Gli altri siamo noi
Gli altri siamo noi

In questo mondo gli altri siamo noi
In questo mondo piccolo oramai
Gli altri siamo noi
In questo mondo gli altri siamo noi.

Umberto Tozzi